[2] Le origini della Chiesa cattolica in Corea e i protagonisti della sua fondazione

[2] Le origini della Chiesa cattolica in Corea e i protagonisti della sua fondazione

1. L’origine del Cattolicesimo in Corea e lo Studio di Ju-eosa (Cheonjiam)

Nel 1777 durante l’inverno presso il tempio di Jueosa si svolse una sessione di studio guidata da Gwon Cheol-sin.

Vi parteciparono givani studiosi della corrente Namin tra cui Jeong Yak-jeon e soprattutto Yi Byeok.

Gli incontri affrontavano temi di carattere confuciano insieme allo studio dei testi occidentali tradotti in cinese, in particolare i libri di dottrina cattolica. Attraverso questa esperienza, Gwon Cheol-sin, Jeong Yak-jeon e Yi Byeok iniziarono un movimento di ricerca spirituale che li condusse alla fede cattolica. Su incoraggiamento di Yi Byeok, Yi Seung-hun si recò a Pechino dove ricevette il Battesimo, tornando così in Corea come il primo cattolico coreano battezzato. Da questo evento, lo studio di Ju-eosa viene considerato il momento in cui il seme del cattolicesimo iniziò a germogliare in Corea.


2. I Pionieri della Chiesa Cattolica in Corea e i tre Protagonisti della sua Fondazione

Yi Byeok Giovanni

Fu una figura chiave e un autentico pioniere della nuova fede. Trasformò gli studi di impronta confuciana in una ricerca viva della verità cristiana e di una pratica concreta del Vangelo. Presentò la dottrina cattolica a Yi Seung-hun Pietro incoraggiandolo a recarsi in Cina per ricevere il Battesimo. Nel 1784 contribuì alla formazione della prima comunità di fedeli coreani. La Chiesa coreana considera il 1784 come l’anno ufficiale della sua fondazione.

Il ruolo pionieristico di San Giovanni Yi Byeok è riconosciuto senza alcun dubbio dagli studiosi e dalla tradizione ecclesiale.

Yi Seung-hun Pietro Primo battezzato coreano

Apprese il cattolicesimo da Yi Byeok Giovanni e a Pechino ricevette il Battesimo dal missionario Padre Gravereau (Grammont) diventando il primo cattolico coreano battezzato. Nel 1784, al suo ritorno battezzò Yi Byeok, Jeong Yak-jeon e altri, formando insieme a loro la prima comunità cristiana in Corea. A causa della controversia sui riti ancestrali, si allontanò più volte dalla Chiesa, pur tornando sempre alla fede. Il 26º giorno del 2º mese lunare (8 aprile) fu decapitato insieme a Jeong Yak-jong Agostino e altri sei cattolici. Suo figlio e suo nipote morirono martiri nel 1866, mentre il pronipote subì il martirio nel 1871.

Gwon Il-sin Francesco

Fu una figura decisiva nella guida e nello sviluppo della prima comunità cristiana. Converti’ i suoi discepoli Yi Jon-chang e Yu Hang-geom, diffondendo il Vangelo nelle regioni di Hoseo e Honam. Durante il trasferimento verso Yesan luogo del suo esilio, morì a causa delle ferite riportate in prigione. Dopo la morte subì l’umiliazione della decapitazione post mortem, pena inflitta allora ai condannati per reati considerati gravi.

Jeong Yak-jong Agostino Illustre studioso catechista e martire, autore di testi dottrinali fondamentali per la Chiesa nascente.

Martire della fede e primo presidente della Myeongdohoe, associazione di laici che guidò la vita della comunità cattolica negli inizi. Terzo dei quattro figli di, Jeong Jae-won. Padre dei santi Paolo Chong Ha-sang e Cristina Chong Chong-hye. Dopo aver compreso profondamente la verità della dottrina cristiana, abbracciò la fede e si dedicò allo studio sistematico degli insegnamenti cattolici. Con l’ingresso in Corea di Zhou Wenmo – Padre Zu fu nominato responsabile della Myeongdohoe e contribuì con zelo alla conversione e alla formazione dei credenti.Era riconosciuto come uno dei laici con la piu’ alta competenza teologica del suo tempo.


Compose un trattato catechetico in due volumi il: Jugyo Yoji (Principi essenziali della Fede Cattolica) offrendo un contributo fondamentale alla diffusione della fede e all’evangelizzazione della Chiesa nascente.

- Il trattato Jugyo Yoji dedica il primo volume alla spiegazione dell’esistenza di Dio delle ricompense e punizioni dopo la morte e dell’immortalità dell’anima. Si tratta di un’opera apologetica che confuta le dottrine erronee. Il secondo volume spiega il mistero dell’Incarnazione di Dio e la dottrina della Redenzione. Questo catechismo fu redatto in hangul con uno stile semplice e accessibile, affinché anche le donne senza istruzione e i bambini potessero leggerlo e comprenderlo facilmente.

- Hwang Sa-yeong nel suo celebre Memoriale su seta (Baekseo), menziona che Jeong Yak-jong attinse e citò numerosi testi e opera cattoliche nella composizione di quest’opera.

 

E aggiunge che egli vi inserì anche le proprie riflessioni personali. che furono ufficialmente approvate da Padre Zhou Wenmo. Queste testimonianze dimostrano che il Jugyo Yoji non era una semplice traduzione in coreano dei testi occidentali in cinese — cioè dei cosiddetti libri di scienze e religione occidentali — ma un’opera originale della Chiesa nascente. Il Jugyo Yoji fu tramandato a lungo in forma manoscritta, fino a quando nel 1864 venne finalmente pubblicato in edizione a stampa su tavole di legno.

Il contributo del Jugyo Yoji allo sviluppo della Chiesa primitiva fu decisivo. La struttura fondamentale dell’opera divenne ciò che oggi chiamiamo i “quattro principali insegnamenti della dottrina cattolica”.

Incarnazione e Redenzione 

L’uomo, a causa del peccato, non poteva più partecipare alla gloria di Dio per questo il Figlio di Dio, Gesù Cristo, si è fatto uomo (Incarnazione) e ha offerto la Sua vita per riparare i peccati dell’umanità. Chiunque crede in Lui e riceve il Battesimo può ottenere la salvezza grazie all’opera redentrice di Cristo.

La Santissima Trinità  

Significa che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono tre Persone distinte ma costituiscono un unico Dio e condividono la stessa natura divina. Le tre Persone sono realmente diverse tra loro ma inseparabili nella loro unica divinità. Attraverso Gesù Cristo e nella forza dello Spirito Santo, l’umanità riceve la salvezza da Dio.

L’Esistenza di Dio  

Afferma che esiste Dio Colui che ha creato l’universo e lo governa e lo sostiene con amore.

Premio del bene e castigo del male

Significa che chi compie il bene riceve una ricompensa, mentre chi compie il male riceve una giusta punizione, secondo la giustizia e la misericordia di Dio.

Durante la Persecuzione Shin-hae del 1791 molti fratelli e amici rinnegarono la fede per sfuggire alla morte. Ma Jeong Yak-jong Agostino restò saldo nella fede fino alla fine. Fu condannato con l’accusa di tradimento, un’accusa riservata a chi “sconvolge lo Stato o la societa’” e venne decapitato il 26 febbraio 1801 presso Seosomun, fuori dalle mura della capitale.


3. L’associazione “Myeongdohoe"

È un’associazione laicale dedicata allo studio della dottrina cattolica e all’evangelizzazione, fondata nei primi anni della Chiesa cattolica dal sacerdote cinese Padre Zhou Wen-mo Giacomo. Come responsabile dell’associazione fu nominato Jeong Yak-jong Agostino. La Myeongdohoe, letteralmente “Associazione della Luce della Verità”, era un gruppo dedicato all’insegnamento della dottrina cattolica. I membri della Myeongdohoe si impegnavano innanzitutto ad acquisire una conoscenza profonda della fede cattolica. Successivamente si incoraggiavano e si sostenevano a vicenda nel trasmettere quella conoscenza della fede ai fratelli nella comunità e anche a coloro che ancora non erano credenti. Il Padre Ju Mun-mo stabilì per questa associazione le norme riguardanti il luogo delle riunioni, la nomina di un moderatore e la separazione tra uomini e donne durante gli incontri. La Myeongdohoe, con il tempo si diffuse in tutto il Paese ottenendo frutti straordinari. Il rigoroso “Regolamento della Myeongdohoe” fu redatto personalmente dal Padre Ju Mun-mo, che ne ordinò l’applicazione. Il moderatore, nominato dal Padre Ju Mun-mo introdusse un sistema di tessere di appartenenza, consegnandole ogni mese ai membri e regolando così la procedura di ammissione. Per essere accolti nella Myeongdohoe, si doveva prima presentare il proprio nome e dimostrare di praticare fedelmente le opere di pietà. Solo coloro che si impegnavano con costanza venivano ammessi. Secondo Hwang Sa-yeong che fu uno dei membri centrali della Myeongdohoe I luoghi di riunione della Myeongdohoe erano sei, chiamati Yukhoe, distribuiti in varie aree. In occasione delle celebrazioni liturgiche e delle feste, i membri partecipavano alle riunioni insieme ai fedeli impegnandosi intensamente nella diffusione del Vangelo. Ogni gruppo dei Yukhoe era composto da tre o quattro membri, oppure da cinque o sei, a seconda delle necessità. Secondo Hwang Sa-yeong Alessio, il gruppo che egli guidava era formato da sei membri, tra cui lui stesso, Jo Sin-haeng e altri fedeli appartenenti alle classi degli yangban (nobili) e dei jungin (classe media). Nel Hwangsa-yeong Baekseo (lettera di seta) Hwang Sa-yeong scrive che “non solo i membri della Myeongdohoe, ma anche i fedeli furono profondamente ispirati e durante l’autunno e l’inverno dell’anno Gyeongsin (1800) il numero dei nuovi convertiti aumentò giorno dopo giorno”.

Durante la Persecuzione Shin-yu del 1801 il sacerdote Padre Zhou Wen-mo Ya-go-bo e il presidente della Myeongdohoe Jeong Yak-jong Agostino insieme agli altri responsabili del gruppo subirono il martirio, e l’attività dell’associazione ne risultò gravemente indebolita. Nonostante ciò grazie a documenti come la lettera del martire Lee Gyeong-eon indirizzata ai membri della Myeongdohoe è certo che l’organizzazione continuò ad esistere e a operare anche dopo il periodo delle persecuzioni. Le attuali associazioni presenti nelle diocesi coreane chiamate Myeongdohoe o Myeongdowon pur avendo lo stesso nome non hanno un legame diretto con la storica associazione fondata da Padre Zhou all’inizio della Chiesa cattolica in Corea.