Carcere di Jeonju

Diocesi di Jeonju Sito del Martirio

Carcere di Jeonju

20, Hyeonmu 1-gil, Wansan-gu, Jeonju, Jeollabuk-do

※È segnalato da un pannello informativo situato dietro il Centro della Cultura Tradizionale Coreana.

Questo luogo corrisponde all’antico carcere di Jeonju, dove durante le persecuzioni della dinastia Joseon venivano imprigionati e interrogati i cattolici provenienti da tutto il Paese.

Sebbene fosse un luogo di sofferenza e tormento, per i credenti divenne anche uno spazio di preghiera, dove essi testimoniavano con tutta la forza, la mente e il cuore la loro fede in Dio.

Qui subì il martirio Anastasia Lee Bong-geum, la più giovane martire della storia della Corea, impiccata all’età di dodici anni. Alcuni prigionieri vi rimasero per dodici anni, sottoposti a continui interrogatori e torture, ma si racconta che ogni notte accendessero una lanterna, leggessero insieme la Sacra Scrittura e pregassero a voce alta, trasformando la prigione in un luogo di luce e i speranza.


Information

  • Phone: 중앙 성당 063-277-1711
  • Website:
  • Mass Time:


About the Saint

Beato Giovanni Yu Jung-cheol

A sedici anni, Giovanni Yu Jung-cheol ricevette la Prima Comunione da padre Giacomo Zhou Wen-mo e, in quella circostanza, confidò al sacerdote e a suo padre il suo proposito di vivere in castità consacrata. In seguito, padre Zhou ricevette una richiesta da Rugarda Lee Soon-i, una giovane di Hanyang che desiderava essere aiutata a mantenere la propria verginità. Il sacerdote, pensando a Giovanni, organizzò il loro matrimonio spirituale, e i due, davanti ai genitori di lui, fecero voto di castità, promettendo di vivere come fratello e sorella per tutta la vita. Durante la Persecuzione Shin-yu del 1801, Giovanni fu arrestato e imprigionato nel carcere di Jeonju, dove subì interrogatori e torture. A soli ventidue anni, affrontò la morte per impiccagione con fede e serenità. Dopo il suo martirio, nella veste fu trovata una piccola lettera indirizzata alla moglie Rugarda, in cui scriveva: “Incoraggio, esorto e conforto la mia cara sorella Rugarda. Ci incontreremo di nuovo in Paradiso.”

Beata Anastasia Lee Bong-geum

Anastasia Lee fu arrestata insieme a sua madre, Anastasia Kim Jo-i. Le guardie e i carcerieri, vedendola così giovane e docile, cercarono con compassione di persuaderla a salvarsi la vita, invitandola a rinnegare la fede. Ma la bambina respinse ogni tentazione, dichiarando di voler restare fedele a Dio fino alla fine. Fu costretta ad assistere al martirio della madre all’interno della prigione, e poco dopo, su ordine del governatore, venne impiccata nel cuore della notte, non ancora dodicenne.