Santuario di Meong-aemok

Diocesi di Cheongju Sito del Martirio

Santuario di Meong-aemok

18, Gubyeong-gil, Songnisan-myeon, Distretto di Boeun, Chungbuk

Il Santuario di Meong-aemok chiamato talvolta anche Meongeomok, è un villaggio che durante le persecuzioni contro i cattolici divenne una comunità di fede segretaformata e custodita dai credenti dell’epoca.

Meong-aemok fu il luogo in cui vivevano il Beato Park Gyeong-hwa e suo figlio, ed aveva una cappella visitata dal Venerabile Padre Choe Yang-eop Tommaso, che qui amministrava i sacramenti e celebrava la Messa.

Fino alla Persecuzione Byung-in del 1866 questo luogo fu anche il centro della vita di fede del Beato Kim Jong-ryun, del martire Choe Yong-un, di Ahn Luca e di Yeo Giovanni, che contribuirono alla costruzione di questa comunità nascosta.

La chiesa del santuario ha la forma di una struttura ottagonale simile a un cono, e il soffitto rivolto verso il cielo simboleggia le preghiere e i desideri dei fedeli che salgono a Dio. Al centro della chiesa si trova il fonte battesimale, segno che questo luogo richiama profondamente il significato della “Chiesa del Battesimo”. L’edificio è composto da un piano interrato e uno fuori terra: al livello superiore si trovano la chiesa e gli uffici pastorali, mentre al piano inferiore è situata la Grotta del Battesimo.

Accanto all’acquasantiera è custodito un mattone proveniente dalla Basilica di San Pietro in Vaticano, accompagnato dal relativo certificato di autenticità.


Information

About the Saint

Beato Park Gyeong-hwa Paolo

Venuto a conoscenza dell’inizio della Persecuzione Jeonghae del 1827, il Beato Park Gyeong-hwa Paolo rassicurò i fedeli e si trasferì con loro a Meong-aemok, nella regione di Sangju, in Gyeongsang. Alla vigilia del mese di aprile, mentre celebrava insieme alla comunità la Solennità dell’Ascensione fu arrestato. Durante il trasferimento verso Sangju, Paolo manifestò una grande gioia spirituale e disse ai compagni: “Rendiamo grazie a Dio per la strada che oggi ci è dato di percorrere.” Sottoposto a torture crudeli, proclamò con fede incrollabile: “Il mio corpo lo affido al magistrato, ma la mia anima la consegno nelle mani del Signore.”