[6] Dalla creazione delle prime diocesi fino ad oggi: attività, beatificazioni e canonizzazioni
1. Fino all'istituzione della prima Diocesi di Joseon
Prima della sua istituzione il territorio della Corea era incluso nella Diocesi di Nanchino (Cina) stabilita nel 1660. Successivamente nel 1792 l'area coreana fu posta sotto la giurisdizione del Vescovo Gouvea della Diocesi di Pechino. Finalmente il 9 settembre 1831, Papa Gregorio XVI a Roma istituì la Diocesi per il Regno di Joseon. Il nome esatto era Vicariato Apostolico di Joseon ma per semplicità viene chiamata Diocesi di Joseon.
2. Le attività del Vicariato di Joseon
Il Vicariato di Joseon, che abbracciava l’intera Corea duro’ un periodo di 80 anni. L’opera missionaria fu portata avanti dai missionari delle Missions Étrangères de Paris. Questi missionari annunciarono il Vangelo rischiando la vita, e molti di loro morirono martiri: questo è uno dei tratti distintivi del Vicariato di Joseon. Il primo vicario apostolico fu il vescovo Bruguière. Padre Maubant fu di scegliere Choi Yang-eop, Choi Bang-je, e Kim Dae-geon (San Andrea Kim Dae-geon) e inviarli al seminario di Macao. Padre Chastan predicò il Vangelo imparando la lingua coreana e percorse villaggi e comunità per amministrare i sacramenti. Padre Maistre raccolse e crebbe i bambini abbandonati e fondò una “Casa di Carità” per offrire cure gratuite ai poveri. Si impegnò anche nella formazione del clero e guidò la fondazione di un seminario a Jecheon sotto la direzione di padre Pourthie. I laici vissero lo spirito del martirio, la carità fraterna e le virtù della vita cristiana. L’annuncio del Vangelo, pagato spesso con il prezzo della vita, divenne la solida pietra angolare della Chiesa in Corea. Nelle comunità cristiane si impartiva un’educazione centrata sul catechismo e sulla vita di preghiera. Si offriva un insegnamento religioso rigoroso sullo spirito del martirio. Nonostante le persecuzioni, i fedeli proteggevano i missionari. I capi delle comunità aiutavano i sacerdoti come chierichetti, predicatori, catechisti e interpreti della Scrittura, portando avanti varie attività. Nei periodi di carestia sostenevano i poveri, educavano gli analfabeti e assistevano i malati. Visitavano i compagni imprigionati e accoglievano i bambini abbandonati. Tramite queste opere di carità, evangelizzavano e rafforzavano la comunità cristiana. L’attività culturale del Vicariato gettò le basi spirituali della modernizzazione della Corea. Contribuì allo studio della lingua coreana e alla diffusione dell’alfabeto Hangeul. Promosse la dignità della persona e la coscienza dell’uguaglianza, svolgendo un ruolo educativo nella società. Dagli anni 1880 in poi, fondò diverse istituzioni educative partecipando al movimento di illuminazione nazionale. Attraverso giornali ufficiali della Chiesa, come il Gyeonghyang Shinmun, indicò la giusta direzione del rinnovamento culturale. La libertà religiosa conquistata in quel periodo segnò una tappa decisiva per l’affermazione della libertà religiosa in Corea.
3. Beatificazioni, canonizzazioni e la situazione attuale della Chiesa cattolica in Corea
Il patrimonio spirituale più grande lasciato dal Vicariato di Joseon è la tradizione del martirio.
- I 79 martiri della Persecuzione Byungo furono beatificati nel 1925.
- I 24 martiri della Persecuzione Byung-in del 1866 furono beatificati nel 1968.
- Questi 103 beati furono canonizzati il 6 maggio 1984 da papa Giovanni Paolo II durante la sua visita in Corea.
I 103 martiri canonizzati costituiscono un’eredità spirituale fondamentale che la Chiesa coreana, nata dal Vicariato di Joseon, ha offerto alla Chiesa universale.
- Situazione della Chiesa cattolica in Corea nel 2023
- Numero dei fedeli: 5.970.675
- Parrocchie: 1.790
- Comunità missionarie: 539
- Diocesi: 16 (Seoul, Chuncheon, Suwon, Daejeon, Uijeongbu, Incheon, Wonju, Busan, Cheongju, Masan, Andong, Gwangju, Jeonju, Jeju, Ordinariato Militare)
- Clero: 5.776 sacerdoti