La storia della Guerra di Corea tratta principalmente la guerra del 25 giugno (6·25전쟁), iniziata con l’invasione a sorpresa verso sud da parte dell’esercito nordcoreano il 25 giugno 1950, dopo che la penisola coreana era stata liberata dal colonialismo del Giappone imperialista ed era stata divisa in Nord e Sud dalle grandi potenze.
Subito dopo la liberazione, la penisola coreana fu divisa in Nord e Sud lungo il 38º parallelo nord (북위 38도선) dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica, e furono introdotti rispettivamente i sistemi del capitalismo e del comunismo.
La causa diretta della guerra fu l’invasione verso sud intrapresa da Kim Il-sung (김일성), con il sostegno dell’Unione Sovietica e della Cina, per comunistizzare la penisola coreana. L’esercito nordcoreano, grazie a una superiorità militare, occupò la capitale Seoul (서울) entro tre giorni dall’inizio del conflitto e avanzò verso sud.
L’armistizio di Corea si riferisce all’accordo di armistizio firmato il 27 luglio 1953 tra le Forze delle Nazioni Unite e le forze nordcoreane e i Volontari del Popolo Cinese, che pose fine alle operazioni di combattimento della Guerra di Corea (6·25전쟁).
1) Contesto e processo di conclusione
Dopo lo scoppio della guerra il 25 giugno 1950, la Corea del Nord e la Corea del Sud combatterono ferocemente attorno al 38º parallelo, ma dopo circa un anno di stallo cercarono una soluzione politica.
I colloqui per l’armistizio, iniziati il 10 luglio 1951 a Kaesong (개성), discussero varie questioni quali la definizione della Linea di Demarcazione Militare, il sistema di armistizio, il rimpatrio dei prigionieri di guerra e il ritiro delle truppe straniere, e l’accordo fu concluso il 27 luglio 1953.
Fino alla firma dell’accordo si svolsero 159 sessioni plenarie e 765 incontri di vario tipo, e la questione del rimpatrio dei prigionieri di guerra rappresentò il punto più controverso.
2) Contenuto dell’accordo
Furono inclusi la definizione della Linea di Demarcazione Militare e della Zona Demilitarizzata, misure concrete per il cessate il fuoco, disposizioni relative ai prigionieri di guerra e raccomandazioni ai governi delle due parti.
Si concordò inoltre l’istituzione della Commissione di Supervisione dell’Armistizio e della Commissione di Supervisione delle Nazioni Neutrali, composta da Svizzera (스위스), Svezia (스웨덴), Cecoslovacchia (체코) e Polonia (폴란드).
3) Significato e impatto
L’accordo di armistizio non pose fine definitiva alla guerra, ma interruppe soltanto le operazioni di combattimento, configurando uno stato di armistizio (정전). La Corea del Nord e la Corea del Sud continuano tuttora a mantenere uno stato di armistizio senza un trattato di pace ufficiale.
Anche dopo l’armistizio, il confronto militare, la tensione e la divisione si sono consolidate, e ancora oggi, a oltre 70 anni di distanza, la penisola coreana (한반도) rimane in uno stato di armistizio. In questo modo, l’armistizio coreano (한국 휴전) rappresenta una sospensione temporanea della guerra e uno stato di pace particolare, mantenuto all’interno della struttura della Guerra Fredda, nel quale il Nord e il Sud non hanno ufficialmente concluso il conflitto.
4. Le ferite della Guerra di Corea
La Guerra di Corea ha consolidato la divisione della penisola coreana e ha lasciato profonde ferite sia nel Nord sia nel Sud.
In questo modo, la Guerra di Corea ha prodotto la divisione del popolo della penisola coreana, il confronto ideologico, l’intervento internazionale e le tragiche conseguenze della guerra.
5. Dopo la Guerra di Corea – Il Miracolo del fiume Han, uno straordinario sviluppo economico in breve tempo e le sue ombre
Dopo la Guerra di Corea, la rapida crescita economica conosciuta come il Miracolo del fiume Han (한강의 기적) ha rappresentato uno sviluppo positivo, ma allo stesso tempo ha generato vari problemi sociali. Gli aiuti economici della comunità internazionale, compresi quelli degli Stati Uniti (미국), le politiche di sviluppo economico guidate dal governo e il forte entusiasmo del popolo per l’istruzione, insieme a una ricca forza lavoro, hanno costituito la base della crescita. Tuttavia, in questo processo sono emersi simultaneamente diversi fenomeni negativi, come conflitti generazionali, violazioni dei diritti dei lavoratori, l’aggravarsi delle disuguaglianze economiche, la distruzione dell’ambiente e il basso tasso di natalità.