Santuario di Songol
Il Santuario di Songol era un piccolo villaggio cattolico (gyo-u-chon), dove i fedeli si rifugiavano per sfuggire alle persecuzioni contro il cristianesimo. Il nome “Songol” deriva dall’espressione “valle profumata”, perché in questa zona crescevano abbondanti erbe aromatiche e orchidee.
Questo luogo è anche un sito missionario legato ai sacerdoti della Società per le Missioni Estere di Parigi. Qui si ricordano due martiri francesi della Persecuzione Byung-in (1866): San Henri Dorie (Kim Henriko) San Pierre Aumaître (Oh Pietro)
I fedeli che vivevano a Songol conducevano una vita semplice, coltivando principalmente tabacco per sopravvivere. Nonostante le difficoltà, accolsero e aiutarono attivamente i missionari stranieri, offrendo loro un rifugio sicuro in cui poter imparare la lingua e la cultura coreana, e da cui potessero intraprendere il loro ministero nelle regioni circostanti. Il villaggio fu quindi un luogo di fede profonda e di autentica comunione cristiana, dove si visse il Vangelo anche nei tempi più duri della persecuzione.