Japanese Colonial Period

Periodo dell’occupazione giapponese (일제 강점기)

Il periodo di 35 anni dal 1910, quando la Corea (Joseon, 조선·한국) perse la sovranità nazionale a causa del Giappone, fino alla liberazione del 1945.

1. Anni 1910: governo militare e repressione estrema

Dopo il Trattato di annessione Giappone-Corea del 1910 (한일 병합 조약), il Giappone istituì il Governo Generale di Joseon (조선총독부), disarmò la Corea e introdusse il sistema di polizia militare (헌병경찰제), attuando un governo militare estremamente repressivo. I governatori generali, provenienti dall’esercito, concentrarono nelle loro mani i poteri amministrativo, legislativo, giudiziario e militare, e attraverso le quattro principali leggi malvagie del dominio coloniale giapponese (Legge sulla sicurezza 보안법, Legge sulla stampa 신문지법, Legge sulle pubblicazioni 출판법, Ordinanza sulle scuole private 사립학교령) controllarono completamente la stampa, le assemblee e persino le attività delle scuole private. A gendarmi e polizia fu concessa l’autorità di punizione sommaria (즉결처분권), e punizioni fisiche crudeli come la fustigazione (태형 제도) furono praticate abitualmente. Chiunque resistesse veniva punito senza pietà, insieme ai familiari e ai civili che avevano prestato aiuto.

★ Movimento del 1º marzo 1919 (1919년 3·1운동): la più grande manifestazione indipendentista non violenta della nazione

Il 1º marzo 1919, in numerose località del paese, moltissime persone lessero la “Dichiarazione di indipendenza” (독립선언서) e scesero in piazza gridando “manse” per reclamare l’indipendenza. Fu il più grande movimento di resistenza non violenta della nazione, che rese nota al mondo la volontà di indipendenza del popolo coreano. Tuttavia, il Giappone mobilitò gendarmi, polizia e persino truppe regolari per reprimere brutalmente i manifestanti. Circa 47.000 persone furono arrestate, 7.509 morirono e 15.961 rimasero ferite; furono incendiati abitazioni, chiese e scuole, e furono commesse atrocità estreme come la tortura, senza distinzione di età o di sesso.

2. Anni 1920: governo culturale e diversificazione dei movimenti nazionali

Sconvolto dall’impatto del Movimento del 1º marzo (3·1운동), il Giappone passò solo in apparenza a un cosiddetto governo culturale (문화통치), consentendo alcune riforme del sistema di polizia e limitate libertà nella stampa e nell’istruzione. In realtà, attraverso leggi come la Legge per il mantenimento dell’ordine pubblico (치안유지법), intensificò in modo più sistematico la repressione di attivisti e organizzazioni indipendentiste. In questo periodo sorsero varie forme di resistenza sia all’interno che all’estero; all’estero fu istituito il Governo Provvisorio della Repubblica di Corea a Shanghai (상하이 대한민국 임시정부), e nelle basi delle forze indipendentiste in Manciuria (만주 지역) si sviluppò la lotta armata.

3. Anni 1930: politica di annientamento nazionale e assimilazione ed espropriazione estreme

Dopo l’Incidente della Manciuria del 1931 (만주사변) e la guerra sino-giapponese del 1937 (중일전쟁), il Giappone attuò una politica di annientamento nazionale (민족말살정책) volta ad assimilare completamente i coreani come giapponesi. Furono imposti l’uso della lingua giapponese e dei nomi giapponesi, il culto obbligatorio nei santuari scintoisti (신사참배), la distorsione della storia nazionale, e il divieto della lingua e della storia coreane (조선어·조선사 금지), mirando a cancellare l’identità nazionale. Attraverso vari ordini di mobilitazione, centinaia di migliaia di giovani furono costretti al lavoro forzato e alla leva militare e condotti in Giappone e sui campi di battaglia della Seconda guerra mondiale (세계2차대전). Questa politica, che mirava a ridurre i coreani a classi inferiori ufficiali e non ufficiali o a schiavi all’interno del Giappone, calpestò gravemente i diritti umani e portò a un’estrema spoliazione economica, con l’espropriazione di riso e risorse.

4. Liberazione e Guerra Fredda (광복과 냉전시대)

Il 15 agosto 1945, con la resa incondizionata del Giappone, la Corea fu finalmente liberata da 35 anni di occupazione giapponese. Il momento della liberazione della Corea fu il risultato degli intensi sforzi del movimento indipendentista nazionale e del grande sconvolgimento storico rappresentato dalla vittoria degli Alleati nella Seconda guerra mondiale (세계 2차 대전).

La liberazione giunse improvvisamente con la sconfitta del Giappone. A causa dei bombardamenti delle forze statunitensi, dell’entrata in guerra dell’Unione Sovietica e dello sgancio delle bombe atomiche, il Giappone dichiarò la resa; di conseguenza, anche Joseon (Corea, 조선) fu liberata dal dominio giapponese. In questo processo, a causa della posizione strategica della penisola coreana, le forze statunitensi avanzarono a sud del 38º parallelo (38도선), mentre le forze sovietiche entrarono nelle regioni settentrionali, instaurando ciascuna un’amministrazione militare.

Subito dopo la liberazione, la penisola coreana fu pienamente coinvolta nella struttura della Guerra Fredda della politica internazionale, poiché le forze statunitensi e sovietiche occuparono rispettivamente il Sud e il Nord. L’Unione Sovietica sostenne le forze comuniste e istituì rapidamente comitati popolari nelle regioni settentrionali, mentre gli Stati Uniti sostennero il Sud e istituirono un governo militare. Le potenze alleate discussero l’amministrazione fiduciaria della penisola coreana, ma, nel contesto del conflitto ideologico, la Commissione congiunta Stati Uniti–Unione Sovietica (미·소 공동위원회) si concluse senza risultati. Infine, nel 1948, furono istituiti la Repubblica di Corea (대한민국) nel Sud e la Repubblica Popolare Democratica di Corea (조선민주주의인민공화국) nel Nord, segnando l’inizio della tragedia della divisione permanente della penisola coreana.

In questo modo, la liberazione della Corea fu il risultato di un complesso intreccio tra il movimento indipendentista e la preparazione del nostro popolo, il grande sconvolgimento internazionale della Seconda guerra mondiale e gli interessi strategici del sistema della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica; insieme alla gioia della liberazione, giunse un nuovo tempo di sofferenza segnato dalla divisione.

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